spe’…. in verità il titolo non è esatto.
A voler ben guardare il titolo giusto sarebbe: le parole che non VI ho detto.
Già…. però, analizzando attentamente la situazione, i trascorsi, i fatti e i misfatti, dopo un’attenta disamina di tutto il corollario di porcate udite e sussurrate non risulta esatto nemmeno il secondo titolo.
no.
quello esatto potrebbe essere: “la PAROLA che non vi ho detto” per quanto – a questo punto – è giusto pensare alle eventuali conseguenze: sarà lecito dirla a tutti quella parola che mi è rimasta proprio lì, incastrata tra le corde vocali, impigliata in una tonZilla, che se ne va a zonzo fino al fegato (schiantandolo) e poi su di corsa, modello rutto libero?
No, forse no…. quindi il titolo giusto sarebbe “la parola che non TI ho detto”… però così diventa troppo personale, confidenziale e noi di confidenziale non abbiamo più niente da un bel po’; più o meno da una vita.
E quindi?!?

spe’… facciamo così: io ti dico quella parola, tanto poi tu renderai partecipe tutto il popolo uruk di quanto sto per dirti, coinvolgendo – come è d’uopo – vicini di casa, massaie inferocite, negozianti cazzoaltruisti, preti, sindaci, senatori e – già che ci sei – un paio di esorcisti chiamati per l’occasione (ricorda loro di portare uno cavicchio puntuto da piantare in mio cuore, che poi s’incartano come delle golia con aglio e pallottole d’argento e non ne usciamo più).

Pronto?
Je la fai?
Si?
bene….

mavaffanculo, va’!

5 Luglio 2010 at 09:16 | Commenti & Trackbacks (5) | Permalink

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.”

Si. è decisamente meglio….

31 Maggio 2010 at 07:14 | Commenti & Trackbacks (3) | Permalink

ovvero: cosa è meglio evitare perché la Vostra donna delle pulizie (da questo momento in poi SGUAT) non faccia la pupu’ negli angoli per dispetto.

Eh si: molte cose sono cambiate da qualche anno in qua. Le rughe lo confermano ma è pur vero che molte cose sono rimaste uguali: l’occhio da panda c’è, il fisico da insetto stecco pure, il vaffa tra gli incisivi è sempre pronto ma….

Ma ora sono una “donna in carriera”: sono una SGUAT; mi alzo alle 4.00 del mattino, mi lavo il viso col muriatico altrimenti gli occhi non ne vogliono sapere di aprirsi, salgo pimpante (!!!!!) più che mai sulla ninja e via, per altre mirabolanti avventure con scope e mocio.

E’ incredibile la quantità di cose che riesci a dedurre guardando nel cestino di un ufficio; se poi aggiungiamo le “impronte veGGGetali” lasciate sulla scrivania, puoi divertiti meglio della signora Fletcher ad un party di morti ammazzati.

Dato che lavoro in totale solitudine, devo pur trovare il modo di far lavorare il neurone; quindi mi dedico alla ricostruzione della giornata lavorativa precedente dei vari personal-product-salers-stigrancazzi manager: uno spasso. Ma la vita della SGUAT non è fatta di solo divertimento, oltre che di un ricco e pomposo stipendio che mi permette di campare alla stragrande facendo fior fior di spese (solo ed esclusivamente virtuali, of course): ci sono anche i lati negativi (incredibile, nevvé?) che – con un po’ di buona volontà – potrebbero essere evitati.

Quindi ecco le regolette (quanto mi piacciono i diminutivi stamattina) per rendere più piacevole il lavoro della SGUAT:

- 1: evitate di strappare la carta igienica e quella per asciugare le mani in piiiiiiccoli coriandolini che poi voleranno deqquà e dellà nel bagno: la SGUAT, seppur cantando “BraZZZZillll” (che quando una ha la musica nel sangue e il neurone deficiente….), vi stramaledirà fino alla settima generazione, sperando che vi pigli un attacco di diarrea del turista;

- 2: ungersi le dita con sostanze grasse e poi disegnare dei deliziosi smile(s) nei vetri, non provoca il buonumore nella SGUAT, anzi: tende più che altro ad augurarvi che le stesse dita vi cadano mentre cercate di scaccolarvi con noncuranza;

- 3: siete stati muniti di gambe per poterle alzare. strisciare come sir biss produce righe mostruose nei pavimenti e giramenti di palle galattici nella SGUAT;

- 4: evitate di lasciare test di gravidanza ovunque, poiché alla SGUAT parte l’embolo e vorrebbe lasciare un biglietto recitante: “auguri e figli maschi, magari un po’ più educati di te”;

- 5: evitate di sputare chewing gum ovunque, poiché la SGUAT potrebbe pestarlo e far scattare l’antifurto con un sonoro vaffanculo;

- 6: la sala riunioni non dovrebbe essere il luogo preposto per i festini a base di panettone, pandoro, sandwich, frittate, calumet della pace, prosecco e rutto libero. nulla da eccepire, la fame è fame, che vogliamo ffà? ma se poteste evitare di sputare cibo e bevande ovunque, rendendo una concimaia tutto ciò che vi circonda, la povera SGUAT ve ne sarebbe grata. in alternativa, vi verrà offerto un cabaret di tartine farcite di tanax e guttalax;

- 7: last but not least, centratelo quel cappero di wc. cos’è, vi manca la perfetta padronanza del mezzo?!? annamo bbene, annamo.

3 Maggio 2010 at 08:25 e taggato  | Commenti & Trackbacks (9) | Permalink

…tanto tempo fa, una rachitica fanciulla che scriveva in un blog. Venne rapita da una banda di uruk inferociti e di lei si persero le tracce per anni e anni e anni (e anni).
Ma come nelle migliori fiabe, la rachitica fanciulla riuscì a fuggire dal fosso incantato, seppur provata nell’animo e nell’esile, scomposto, rattoppato corpicino.

E così, miei piccoli lettori, si riparte da qui per altre mirabolanti e maleodoranti avventure, poiché se è impossibile sapere cosa ci riserva il futuro è pur vero che, difficilmente digeriamo ciò che abbiamo lasciato alle spalle (a meno di non ingurgitare un paio di chili di citroZodina (minchia, che pIrla di saggezza)!

(to be continued…..)

Benvenuto a Tiscali blog.
Questo è il tuo primo articolo.
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28 Dicembre 2009 at 09:23 | Commenti & Trackbacks (3) | Permalink